La sua ricerca attraversa il corpo, la materia, il movimento e lo spazio, esplorando le relazioni che possono nascere tra questi elementi attraverso la performance e l'azione.
Il corpo non è soltanto presenza, ma luogo di esperienza e trasformazione. La materia diventa parte del gesto, lo spazio parte dell'azione, mentre il movimento costruisce una relazione sempre diversa tra ciò che accade e ciò che viene percepito.
Nel suo lavoro convivono ricerca visiva, performance e una dimensione fortemente esperienziale. Il gesto non viene semplicemente rappresentato: diventa un modo per entrare in relazione con il corpo, con la materia e con lo spazio.
L'incontro con Annalisa entra nell'Archivio di Corpi di Confine attraverso una serie di immagini realizzate durante una sua performance.
La fotografia si confronta qui con qualcosa che per sua natura è temporaneo: un corpo in movimento, un gesto destinato a finire, una presenza che esiste soltanto nel tempo dell'azione.
Ciò che rimane è una traccia.
Non la semplice documentazione di ciò che è accaduto, ma una possibilità ulteriore di osservare quel gesto, anche dopo che la performance si è conclusa.
È in questo passaggio tra presenza, gesto e memoria che l'incontro con Annalisa trova il suo spazio nell'Archivio.